IL SEGRETO DI PULCINELLA

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IL SEGRETO DI PULCINELLA
Nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione di un nostro video dove si riprendevano alcune slide di presentazioni tenute da esperti del settore ceramico in un recente convegno, è stata montata ad arte una polemica volta a dipingere quanto presentato come una “montatura”. Purtroppo, quanto riportato è semplicemente una mini sintesi di quanto già noto tra gli addetti ai lavori, e non solo.
A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo un commento dell’ing. PaoloBertoldi, già ospite del nostro convegno in Palazzo Tardiani.

 Ho avuto modo di leggere gli atti del convegno sulle emissioni nella produzione di piastrelle ceramiche, tenuto a Sassuolo l’8 novembre scorso.
Ritengo che l’indubbia autorevolezza dei relatori offra accrescimento delle conoscenze sulla qualità chimico-fisica delle emissioni gassose ingenerate dalla nuova attività, nonché spunti di allineamento e confronto con quanto emerso durante il convegno del 26 ottobre tenuto a Borgo Val di Taro.
La presente, quindi, per dare sintesi degli elementi che reputo di maggior pertinenza per affrontare la nota criticità dell’aria respirata a Borgotaro.

1) L’innovazione tecnologica di produzione determina immissione in atmosfera di flussi gassosi contenenti sostanze chimiche diverse rispetto al “tradizionale” ceramico. Tali sostanze vengono distinte negli atti, in generale come componenti inorganiche e organiche. La loro individuazione rappresenta basilare riferimento per la scelta del congruo processo di depurazione, inteso, in primis, come loro eliminazione selettiva prima dell’immissione in atmosfera.

2) La componente odorigena di tali “nuove” sostanze chimiche viene, quantomeno in parte, individuata in molecole dalla sospetta o accertata cancerosità. L’informazione obbliga un approccio impiantistico-emissivo dedicato e specifico, al fine di applicare le migliori tecnologie per il loro “abbattimento”.

3) La conoscenza preventiva di tale qualità emissiva nociva invita gli enti competenti in materia autorizzativa a modificare e/o integrare le pregresse autorizzazioni con quanto di attualità. Il superamento delle prescrizioni risulta, quindi, quanto mai necessario per evitare un pericolo di salute alla popolazione, ovvero per rendere ecologicamente sostenibile il nuovo processo produttivo;

3bis) Viene evidenziato la proposta di diversificare le prescrizioni autorizzative alle emissioni in funzione del tipo di processo di depurazione scelto. Tale indicazione, intorno alla quale concordo in toto, va preceduta, quindi, dalla consapevolezza predittiva di quali sostanze o sottoprodotti possano essere generati dalla gestione di un processo di depurazione rispetto all’altro.

Ing. Paolo Bertoldi

 

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