UN PROBLEMA PARADOSSALE

 In Editoriale, Novità

Cosa abbiamo appreso dal Convegno “LA TRIPLICHIAMO? Il nostro futuro in una VIA”?

La prima e più semplice riflessione emersa dall’incontro tenutosi venerdì scorso in Palazzo Tardiani è che siamo di fronte ad una vicenda paradossale.

Paradossale – come ha affermato Marco Cacchioli, Presidente de L’Aria del Borgo – che un’azienda, a cui è stata cancellata la vecchia autorizzazione a 690 tonnellate, sospesa la seconda fase a 430 e ridotta la prima da 230 a 190 tonnellate al giorno, da parte delle autorità competenti, chieda di ripristinare sostanzialmente la capacità produttiva massima, senza attendere il lavoro del comitato scientifico voluto dalla Regione Emilia Romagna, e finanziato per 400.000 euro. Paradossale che non si sappia ancora nulla di come si stiano impiegando questi soldi, con buona pace dei contribuenti emiliano romagnoli.

Paradossale che tale richiesta – come affermato da Andrea Minutolo di Legambiente nazionale – si ponga in parallelo con altre due procedure: quella appunto di approfondimento del Tavolo Tecnico e quella di indagine da parte della Procura delle Repubblica di Parma.

Paradossale che nel 2018 – come ha affermato l’ing. Paolo Bertoldi, Perito del Tribunale di Bologna – in un processo chimico in cui si conosce cosa entra (argille, inchiostri, ecc.), gli enti di controllo non sappiano cosa esca dai camini in fase di cottura. Paradossale che per altri impianti simili a quello insediatosi a Borgotaro, ci siano evidenze delle specie chimiche che escono dai camini, come si evince dalla tabella qui sotto, che l’ing. Bertoldi ha allegato alla sua relazione.

Paradossale che nonostante le evidenze –ha spiegato l’ing. Bertoldi – le Arpae di tutta la Regione sottovalutino il problema delle emissioni da produzione di grandi lastre ceramiche, e non approfondiscano le problematiche connesse ad alcune specie chimiche. In particolare, l’ing. Bertoldì ha spiegato quelle connesse alla presenza di formaldeide, sostanza dichiarata cancerogena dall’Organizzazione mondiale della sanità, e di acido cloridrico. Quest’ultimo, oltre ad avere effetti irritanti, può combinarsi con carbonio organico e idrogeno e dare origine alle pericolosissime diossine.

Paradossale che in due anni non si sia trovata soluzione ad un problema che non riguarda solo Borgotaro, come testimoniato dai rappresentati del Comitato residenti di Chiavica di Mordano, nel bolognese, che vivono vicino ad un impianto di produzione di grandi lastre ceramiche decorate, e lamentano da mesi le stesse situazioni di disagio.

Paradossale che nonostante tutto quello che è accaduto in questi ultimi due anni – come illustrato dal dottor Daniele Uboldi – gli studi presentati da Laminam per richiedere la triplicazione siano ancora stati impostati su dati meteo diffusionali teorici, che la realtà di questi mesi ha ampiamente smentito. Inoltre, sempre leggendo i documenti presentanti dall’azienda ceramica – ha sottolineato il dottor Uboldi – triplicare la produzione vorrebbe dire un sostanzioso aumento delle quantità massime di sostanze immettibili in atmosfera, anche fino a 7 volte quanto attualmente autorizzato, come si può leggere nella tabella qui sotto.

Paradossale che uno dei pochi argomenti di chi sostiene la richiesta di triplicare, ovvero che prima la qualità dell’aria fosse peggiore perché la precedente ceramica era più impattante, sia smentita dai numeri, frutto dell’analisi di documenti pubblici, redatti dalle stesse aziende proponenti, e reperibili sul sito regionale della autorizzazioni ambientali.
Nella tabella qui sotto riportiamo i risultati di alcuni semplici calcoli, verificati da un esperto in materia, che smentiscono tale giustificazione.

 

Ha concluso l’incontro il dottor Mauro Bernardi, che ha rimarcato come, prima di qualsiasi altra cosa, sia urgente dare risposte ai tanti interrogativi di carattere sanitario che i numerosi quadri clinici accertati negli ultimi 24 mesi hanno posto all’attenzione degli enti preposti e della nostra comunità.

Una serata ricca di contenuti e di stimoli che, nelle intenzioni degli organizzatori, deve spronare la cittadinanza a partecipare al percorso di valutazione della richiesta di triplicazione della produzione, sottoscrivendo entro il 30 novembre, l’osservazione collettiva avanzata dal Comitato L’Aria del Borgo.

 

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