400.000 RAGIONI

 In Editoriale, Novità

I fondi regionali stanziati per la nuova strumentazione di rilevazione delle sostanze emesse dai camini della Laminam confermano, seppur tardivamente, la gravità del problema e l’inadeguatezza del monitoraggio ambientale e sanitario messo in campo fino ad oggi.

Abbiamo passato oltre un anno a chiedere che venissero adottati protocolli di monitoraggio sistemici e adeguati a rilevare sostanze cancerogene, come l’acroleina, che per stessa ammissione di Arpae non sono rilevabili con gli attuali metodi previsti dalla Regione Emilia Romagna; abbiamo passato oltre un anno a sottolineare come le dichiarazioni ottimistiche delle Istituzioni stridevano con le centinaia di casi di disagi e malesseri, in particolare tra le fasce più deboli e i bambini frequentanti la scuola di San Rocco; abbiamo passato oltre un anno a chiedere che venissero adottati protocolli sanitari adeguati a comprendere le cause e gli effetti del problema.

Dopo un anno, i soldi stanziati per Arpae e i percorsi gratuiti previsti da Ausl confermano le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini di Borgotaro, e allo stesso tempo aprono a nuovi e inquietanti interrogativi: cosa abbiamo respirato e stiamo respirando? Perché ci è stato ripetuto come un mantra che era tutto sotto controllo, che l’aria era buona e non c’erano pericoli per la salute, se gli strumenti e i metodi di rilevamento non erano adeguati?

Se lo scenario aperto da questi provvedimenti è quello di un problema ancora da indagare, come verrà gestito il periodo che dovrà passare tra lo stanziamento, la decisione di come investire i soldi e l’acquisto della strumentazione di rilevamento? Saremo ancora costretti a respirare sostanze di cui non conosciamo la pericolosità? Dovremo continuare a mandare i nostri bambini in un ambiente scolastico di cui nessuno può garantirne la salubrità?

Di fronte a queste e a tante altre domande che i cittadini si stanno ponendo, noi ribadiamo che la soluzione più logica resta quella di una sospensione temporanea dell’attività, come previsto dall’art. 28, comma 6 e 7, del Testo Unico Ambiente, che permetta, da un lato di dotarsi della strumentazione di rilevazione adeguata, e dall’altro di avere ulteriore conferma se in assenza di emissioni cessano anche le segnalazioni.

Nel caso la sospensione temporanea non fosse possibile, chiederemo a Regione, Amministrazione comunale ed enti preposti di adottare almeno un provvedimento precauzionale nei confronti dei bambini della Scuola di San Rocco, spostandoli fino a quando non verrà garantita la salubrità dei locali del plesso scolastico.

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