5 domande a Regione, Enti e Tavolo di Garanzia

 In Editoriale, Novità

Come dichiarato nel corso dell’incontro pubblico del 21 settembre, abbiamo inoltrato alcune delle domande poste in quell’occasione, per le quali chiediamo risposte scritte a Regione, Enti e Tavolo di Garanzia.

All’attenzione dell’assessore, dott.sa Paola Gazzolo;
dei membri del Tavolo di Garanzia;
della coordinatrice del CTS, dott.sa Paola Angelini;
dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico.

1) Nel protocollo di definizione del Tavolo di Garanzia (TdG) e del relativo Comitato Tecnico Scientifico (CTS) non sono stati specificati quali saranno i reali poteri di indirizzo di quest’ultimo: quali effetti avranno le risultanze del lavoro del CTS sulla Conferenza dei Servizi e sulla procedura di Valutazione
d’Impatto Ambientale proposta dall’azienda? Sebbene non sia nelle precipue funzioni del TdG e del CTS presentare osservazioni sullo SIA redatto da Laminam ed ora all’attenzione degli Enti, non ritiene che, a fronte delle complesse problematiche emerse fino a questo momento, con grave disagio per i cittadini, esista un dovere, de facto, di valutare ed apprezzare se le richieste contenute nello SIA non contraddicano il lavoro di garanzia e di ricerca, sia del TdG che del CTS, al fine di garantire salute e coesione sociale a Borgotaro?

2) Dato che l’azienda oggetto d’indagine produce numerose tipologie di prodotto e non lavora a magazzino, ma su commessa, è facile capire che i tempi per effettuare campionamenti rappresentativi non potranno essere brevi, anche in considerazione del fatto che inizieranno non prima della fine di ottobre. Poiché riteniamo che sia interesse di tutti, in primis della popolazione, avere un quadro esaustivo dei campionamenti, chiediamo all’assessore Gazzolo di garantirci che, fino a quando non saranno realizzati tutti i campionamenti necessari e sufficienti per una valutazione oggettiva dei potenziali rischi per
la popolazione e per l’ambiente si continuerà il lavoro del Tavolo e del CTS, anche oltre la data di scadenza, prevista per il 31/12 c.a.

3) Prendiamo atto che il CNR eseguirà una serie importante di controlli, al meglio della strumentazione disponibile. A nostro avviso, tali analisi non devono escludere nessun punto emissivo: sia convogliato che diffuso o potenzialmente fuggitivo. Esprimiamo dunque, in modo chiaro e netto, la richiesta che le analisi vengano effettuate anche a monte dei filtri a carbone attivo, e quindi al bypass. Perché al bypass ci sono tutte le sostanze e le relative quantità emesse prima dell’installazione dei filtri a carbone. Per cui,
conoscere le condizioni di filtrazione degli inquinanti in quella posizione significa rappresentare il quadro di quanto è avvenuto nei processi di produzione e rilasciato in ambiente, fino al momento dell’interruzione della sospensione della produzione e successiva posa dei filtri a carbone. I cittadini di Borgotaro hanno diritto di sapere, sia pure a posteriori, cosa sia avvenuto, con esami approfonditi di tipo scientifico e con un approccio diverso da quello utilizzato da ARPAE, in base alle normative vigenti. Inoltre, tale analisi permetterebbe di conoscere l’effettiva efficacia dei filtri carboni attivi. A tal proposito chiediamo al CTS, oltre alla verifica dell’effettiva capacità di filtrazione, di esaminare anche la durata di un filtro e il suo
decadimento nel tempo, al fine di garantire che vengano manutenuti correttamente.

4) Preso atto delle risultanze dell’indagine effettuata da AUSL presso la Scuola P.V. Manara di San Rocco, secondo le quali sono state rilevate, sia indoor che outdoor, specie chimiche nocive ma nei limiti di legge, come si spiega il fatto che dall’inizio del 2017 in quella scuola ci sono bambini che accusano disturbi che prima non accusavano? Sia pure a basse concentrazioni, si tratta pur sempre di specie chimiche dannose per la salute; soprattutto se inalate da una parte di popolazione in età evolutiva e senza le protezioni di
cui godono i lavoratori addetti a lavorazioni pericolose. Facciamo presente che i limiti di legge, individuati dall’OMS e ISS sono riferiti a popolazione lavorativa adulta e non a bambini. Può, dunque, il CTS escludere che l’esposizione nel lungo periodo a tali sostanze chimiche, seppur nei limiti, non possano provocare effetti negativi sulla salute?

5) Poiché i fondi stanziati per approfondire il problema dell’aria di Borgotaro sono pubblici, chiediamo massima trasparenza nella loro gestione, e che una parte venga investita per dotare la valle di un sistema di rilevazione della qualità dell’aria e rilevazione dei principali inquinanti di origine antropica. Tale
richiesta è motivata dal fatto che le valli del Taro e del Ceno sono del tutto sprovviste di sistemi di rilevazione e che la qualità dell’aria è stimata tramite modelli statistici. Inoltre, dato che nella relazione ambientale, contenuta nello SIA, presentato da Laminam, a cura della facoltà di Bioscienze dell’Università
di Parma (prof. Nonnis), si fa riferimento alla necessità e opportunità di uno studio della qualità dell’aria, mediante l’uso dei licheni, come bioindicatori, chiediamo che una parte dei fondi venga investita anche in questa attività di ricerca.

Borgo Val di Taro, 29.09.18

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