7 domande ad ARPAE

 In Comunicazioni di servizio, Novità

Dopo un’estate che ha visto la conclusione della Conferenza dei Servizi sul caso Laminam, con l’autorizzazione all’installazione e messa a regime dell’impianto di abbattimento a carboni attivi, il 18 settembre è tornato a riunirsi il Tavolo Tecnico, a cui partecipano gli enti competenti, ARPAE, ARPAE SAC, AUSL e Amministrazione comunale, e portatori di interesse diffuso come il nostro Comitato e Legambiente.

Sulla base di quanto discusso nel poco tempo a disposizione quel giorno, abbiamo ritenuto di dover approfondire alcune questioni tecniche per noi dirimenti, inviando una serie di domande ai dirigenti di Arpae e Arpae Sac, che riportiamo qui sotto.

Attendiamo fiduciosi le risposte.

Richiesta chiarimenti

  1. In sede di Tavolo tecnico (18.09.17), si è parlato di una relazione richiesta all’azienda sul problema tecnico riscontrato in data 13.09.17. E’ possibile averne copia o conoscerne il contenuto?
  2. In sede di Tavolo tecnico (18.09.17), si è affermato che l’incidente, o eventuali altri disagi accorsi nel mese di settembre, sono da considerarsi “accettabili” poiché ricadono nella fase di “messa a punto e collaudo”, che dovrebbe avere durata di 30 giorni. Dato che non abbiamo trovato riferimenti a tale fase nella determina, siamo a chiedere a quale legge/regolamento si riferisce.
  3. In sede di Tavolo tecnico (18.09.17), si è affermato che il monitoraggio in corso è più approfondito di quello prescritto dalla legge: E’ possibile sapere le tipologie di analisi che si stanno effettuando? Quali elementi si ricercano? Con quale frequenza vengono effettuate le analisi? E’ possibile avere i risultati di tali monitoraggi?
  4. In sede di Tavolo tecnico (18.09.17), si è convenuto di far convergere le segnalazioni ad AUSL ed ARPAE. E’ possibile avere report con cadenza settimanale/quindicinale di tali segnalazioni?
  5. Dalle segnalazioni giunte al Comitato, ci risulta che con la messa in opera dei filtri si sia registrato un notevole innalzamento dei livelli di rumorosità dell’impianto nelle zone limitrofe. ARPAE sta monitorando anche questo aspetto? In caso di risposta affermativa, è possibile avere i risultati di tale monitoraggio?
  6. In sede di Tavolo tecnico (18.09.17), abbiamo illustrato un passaggio dello studio commissionato ad uno studio ingegneristico che riguarda la diluizione:[…] si rileva che al camino E13 sarebbero convogliati 30.000 Nm3/h di fumi trattati, unitamente a 30.000 Nm3/h di aria in uscita dallo scambiatore di raffreddamento dei funi dei forni. – Questa configurazione, assunta come dato della simulazione, è da considerarsi “diluizione delle emissioni”. Ciò è regolamentato dal comma 7 dell’art. 270, che recita: “7. Ove opportuno, l’autorità’ competente, tenuto conto delle condizioni tecniche ed economiche, può’ consentire il convogliamento delle emissioni di più’ impianti in uno o più’ punti di emissione comuni, purché’ le emissioni di tutti gli impianti presentino caratteristiche chimico-fisiche omogenee”. – Risulta evidente che pari portate di fumi di processo e aria di raffreddamento non posseggano caratteristiche omogenee; salvo informazioni non note, ne conseguirebbe il mancato rispetto del dettato di legge, oppure un’autorizzazione non possibile. Potete rispondere a tale obiezione?
  7. Risulta a ARPAE che la percentuale di efficacia dei filtri a carboni attivi, nel trattenere le specie chimiche inquinanti effluenti corrisponda all’80%, come dichiarato dall’azienda Laminam? E se “sì”, risulta che i carboni attivi, per filtrare anche specie a basso peso molecolare, abbiano bisogno di particolari trattamenti di impregnazione? Se anche questa risposta è “sì”, risulta a codesta Agenzia che l’Azienda abbia provveduto a dotarsi e ad impiegare carboni attivi impregnati?Quanto alle specie acide ( composti di zolfo, fluoro, cloro), alla luce anche degli eventi che hanno causato forti disagi nella popolazione di Borgotaro, risulta ad ARPAE che i filtri a manica (a questo punto pre-filtri del sistema a carboni attivi), congiuntamente al trattamento di abbattimento con calce e bicarbonato di sodio, siano sufficienti a scongiurare l’emissione di tali sostanze in atmosfera (comunque non oltre i limiti di legge, previsti in AIA)? Voglia cortesemente codesta Agenzia produrre la documentazione fornita dall’azienda, a tale proposito. Chiediamo, oltre alle dichiarazioni di principio, anche le risultanze dei controlli periodici sugli impianti.
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Immagine tratta dalla pagina Facebook dell'ufficio turistico di Borgo Val di Taro

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