L’ANELLO MANCANTE

 In Editoriale, Novità

Quello che andremo a spiegarvi in questo post riguarda questioni molto tecniche, che cercheremo di esporre in modo comprensibile.

Partiamo da una domanda contenuta nella interrogazione che la Minoranza consiliare “Cambiamo Borgotaro” ha depositato in data 13 febbraio 2018: “Leggendo i dati di autocontrollo Studio Alfa allegati al modello diffusionale del 14/06/2017 rev 1 ed eseguiti tra Marzo e Maggio 2017 abbiamo notato che i dati dei Sov a camino risultanti tra 11.1 e 46.8 mg/Nm 3 di SOV e tra 2.73 e 18.1 di aldeidi (con limiti rispettivamente di 50 e 20 mg/Nm3) sono stati ottenuti con una produzione oraria variabile tra 1.6 e 2.2 ton/ore contro una produzione media oraria autorizzata di circa 9.6 ton/h. Il che porterebbe a ipotizzare che i livelli di SOV ed aldeidi, se fossero stati misurati nella effettiva condizione di produzione autorizzata, avrebbero potuto dimostrarsi superiori al limite normativo. Oltre al fatto che in tali misurazioni appare spesso indicato l’utilizzo di un solo canale del forno bicanale, il che è chiaramente poco comprensibile. Ci chiediamo pertanto quale utilità ha mostrare dati di emissione in atmosfera senza indicare il quantitativo di piastrelle effettivamente prodotto durante le misure? Essendo il limite normativo a camino un limite massimo orario e non una media annuale, appare chiaro che ciascuna produzione andrebbe limitata a seconda delle specifiche e variabilissime condizioni di produzione?

La questione delle quantità, nonché delle tipologie, effettivamente prodotte è un punto estremamente importate nel percorso di indagine del problema emissioni, perché, come spiegato già altre volte,  la valutazione del reale impatto della fabbrica sulla qualità dell’aria di Borgotaro deve essere messa in relazione con quanto e cosa si produce.

Per questo, in data 17 gennaio 2018, assieme a Legambiente abbiamo chiesto al Sindaco di Borgotaro, Diego Rossi, di sottoscrivere una richiesta congiunta (prot.627) che impegnasse Arpae a rendere disponibili i dati di monitoraggio previsti nella Determinazione Dirigenziale n. DET-AMB-2017-4239 del 4/08/2017 (pubblicandoli su https://www.arpae.it/monitorem/, e nel caso non fosse possibile ne abbiamo chiesto il motivo) per quanto riguarda SOV e polveri a camino e in continuo su forno E13a e polveri su atomizzatore E03 possibilmente dall’inizio della messa a regime, ma per lo meno quelli relativi al periodo dal 8 gennaio 2018 in poi, quelli tra il 13 e 14 Settembre 2017 (altro periodo con evidente problematica) e quelli delle date del 10 e 25 Ottobre 2017 (ovvero date nelle quali si sono eseguiti gli ultimi due controlli post-filtri resi pubblici nell’aggiornamento del 7 Novembre), corredati da indicazioni sugli orari e la tipologia di produzione e la intensità della stessa, in termini di m2/h di materiale passato nel forno, nonché di ton/die di atomizzato prodotto dei campionamenti per poter effettuare un confronto rappresentativo.
Tutto ciò è richiesto con la semplice e chiara considerazione rispetto alla quale vogliamo che ci sia reso evidente se le analisi eseguite da Arpae a camino il 10 e 25 ottobre siano effettivamente rappresentative della normale attività di produzione ed in particolare di quella relativa ai giorni con maggiori odori.

La richiesta al Sindaco di sottoscrivere il sopraccitato documento era principalmente funzionale al fatto che il primo cittadino ha diritto e dovere di disporre di tutti i dati in possesso degli enti, e quindi il suo intervento poteva favorire e velocizzare una risposta positiva da parte di Arpae.

Purtroppo, il Sindaco si è limitato a girare la nostra richiesta da Arpae, nonostante in sede di Consiglio comunale, il 31.01.18, a richiesta esplicita della Minoranza consiliare, egli abbia dichiarato di aver firmato la richiesta di accesso agli atti (qui sotto la registrazione audio di tale dichiarazione).

 

Ad un mese da tale richiesta, la risposta dell’ente è stata che per i dati richiesti non è prescritto che le registrazioni dei dati acquisiti siano inviati ad Arpae. Tali dati sono reperibili presso l’azienda a disposizione degli organi di controllo; Arpae Sezione di Parma, nell’ambito dei propri controlli ne ha acquisiti una parte per verifiche specifiche.
Inoltre, sempre in relazione ai parametri in continuo richiesti e relativi agli specifici punti dell’autorizzazione rilasciata, come sopra riportato, questi risultano essere “parametri tecnologici” asserviti al monitoraggio del corretto funzionamento dell’impianto, non utilizzabili pertanto alla verifica dei limiti da rispettare relativamente a specifiche emissioni derivanti dall’attività della Ditta.

In sintesi, i dati richiesti sulle emissioni non ci verranno forniti.

Inoltre, in merito alla richiesta relativa a “indicazioni sugli orari e la tipologia di produzione e la intensità della stessa in termini di m2/h di materiale passato nel forno, nonché di ton/die di atomizzato prodotto dei campionamenti …” così come rappresentato dal Responsabile della Area Affari Istituzionali, Legali e Diritto ambientale di Arpae, si è già provveduto a formale comunicazione ai contro interessati ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 184/2006 e dell’art.10del Regolamento sul Diritto di Accesso agli Atti di Arpae Emilia-Romagna, richiedendo di formulare una posizione nel merito. Seguiranno da parte nostra, appena formalizzato il riscontro, aggiornamenti nel merito.

In sintesi, tali dati non ci verranno forniti perché Arpae non ne dispone, e pertanto ha fatto richiesta all’azienda. Quindi, se non è possibile mettere in relazione i dati delle quantità e delle tipologie prodotte con i risultati dalle analisi a camino, come è possibile affermare che è tutto nella norma?

Senza considerare il fatto che ci risulta che tutte le analisi a camino siano state effettuate con il metodo EPA TO-11 A che, come riportato in un’altra interrogazione della Minoranza consigliare presentata sempre in data 13 Febbraio 2018, fatta in collaborazione col gruppo di studio “Madri dalla notevole Intuizione”,  la letteratura scientifica ritiene non idoneo alla rilevazione dell’acroleina, dalla quale riportiamo il seguente estratto:

Di fronte alla mancanza di tutte le informazioni necessarie a valutare il reale impatto della produzione, e alla non applicabilità del metodo di analisi  impiegato per valutare l’inquinante che appare più critico ,sia per soglie di irritazione che per quelle di percezione odorigene, non comprendiamo come si possa affermare che l’impatto delle emissioni sia stato molto ridotto e non ci siano pericoli per la salute. Nessuna analisi accreditata è stata eseguita né a camino ne presso le abitazioni relativamente al parametro acroleina.

E ci riesce anche difficile comprendere come Arpae possa affermare che la qualità dell’aria di Borgo Val di Taro è buona, quando ci risulta che la centralina mobile di monitoraggio non sia più presente in paese da gennaio 2018, e gli ultimi dati disponibili risalgono a dicembre 2017!

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