Intervista al Presidente Marco Cacchioli

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Prosegue l’attività del Comitato, insieme alle Istituzioni, per trovare una soluzione; sarà presentato un modello di analisi il 25 luglio; muro contro muro invece con Laminan, che con le sue emissioni ha creato un forte disagio sulla popolazione, e che non accetta il dialogo con il Comitato; sono nati altri gruppi di protesta organizzati: “a queste persone va la nostra stima e la disponibilità a collaborare con l’obiettivo unico di salvaguardare l’ambiente e la salute della nostra Valle”

In questi giorni la gente di Borgotaro ha ricominciato a lamentarsi sui social per problemi legati alla qualità dell’aria, presumibilmente ancora per effetti legati alla produzione di Laminam, che ha ripreso parzialmente le attività e le sperimentazioni; si registrano malesseri e ricorsi ai medici. A che punto è la vicenda?
Dopo mesi di malesseri e odori molesti, accompagnati da una tensione crescente nella nostra comunità, si è accertato che la produzione, come era stata autorizzata, creava problemi al territorio in cui si era insediata. Dopo mesi di calvario, Ausl ha dichiarato che quel tipo di emissioni rappresentavano un problema sanitario e Arpae ha avviato un procedimento di sospensione e contestuale modifica delle autorizzazioni. In questo quadro, non dobbiamo dimenticare le indagini avviate dalla magistratura che dopo l’estate dovrebbero darci delle risposte. Sulle ultime segnalazioni di disagi e malesseri, stiamo monitorando la situazione e tenendo informati quotidianamente gli enti.

Cosa sta facendo in concreto il Comitato? Che rapporti avete con le istituzioni e con l’azienda Laminam, chiamata in causa più volte negli ultimi tempi?
In questi mesi il comitato L’Aria del Borgo ha seguito il problema in tutte le sue sfaccettature, dagli aspetti tecnici a quelli amministrativi e sociali, rappresentando spesso l’unico canale di comunicazione con la cittadinanza. L’ultima assemblea pubblica organizzata dell’Amministrazione comunale, infatti, risale a fine marzo, mentre noi abbiamo continuato coinvolgere in tutti i modi i cittadini, perché riteniamo che la partecipazione della comunità sia fondamentale per risolvere il problema.
Dopo la fase acuta abbiamo aperto un canale con tutti gli attori coinvolti nel problema, tranne l’azienda, che ha preferito non incontrarci, e abbiamo proposto e ottenuto di seguire da vicino il procedimento avviato dagli enti, che altrimenti, per legge, avremmo conosciuto solo dopo la sua conclusione, istituendo un tavolo tecnico parallelo alla Conferenza dei Servizi. Contestualmente, grazie al contributo degli iscritti, ci stiamo attrezzando con strumenti che ci consentano di monitorare la qualità dell’aria.

Arpae ha chiesto all’azienda di presentare una “modellizzazione”. Di che si tratta?
In poche parole si tratta della proiezione di come le emissioni hanno impattato e dovrebbero impattare sulla nostra valle, a cui andranno correlati degli accorgimenti tecnici da impiegare per abbattere il problema. Questa modellazione è stata valutata dagli enti, così come è stata sottoposta anche al comitato e Legambiente, che nel frattempo ha chiesto di aggregarsi al tavolo tecnico. Da parte nostra abbiamo evidenziato alcune lacune per le quali abbiamo chiesto approfondimenti e integrazioni. L’azienda ha avuto tempo una settimana per fornire delle risposte, e ora le valuteremo e ne discuteremo con gli enti alla prossima seduta del tavolo tecnico, che si terrà il 25 luglio.

Quale potrà essere l’esito di questo percorso? Alcuni “rumors” parlano di un interessamento della Laminam per spostare nel sud Italia la produzione di Borgotaro: cosa ne sa il Comitato?
L’iter intrapreso è complesso e faticoso, perché si svolge su un piano prettamente tecnico, e come comitato siamo consapevoli che si tratta di un percorso per lo più teorico che, se verrà validato, diventerà operativo, con tutte le incognite del caso. Da parte nostra abbiamo chiesto che sia l’attuale produzione, che quella che potrebbe essere accordata alla fine della Conferenza dei Servizi, venga monitorata attentamente sotto il profilo ambientale e sanitario, e che qualora si riscontrassero dei problemi si sospenda subito l’attività. I borgotaresi non hanno più alcuna intenzione di subire i disagi dei mesi scorsi e tantomeno di fare da cavie per risolvere un problema che doveva essere previsto prima. Sui rumors non mi esprimo mai, soprattutto in un paese come Borgotaro dove si fa piuttosto presto a far correre le notizie, vere o false; in realtà, non ne so proprio nulla.

Nelle ultime settimane ci sono state polemiche attorno al comitato che presiede, sono nate altre iniziative parallele, si registra la nascita di altri gruppi organizzati, alcuni già molto attivi, con la volontà di allargare la protesta, anche fuori dalla Val Taro. Cosa sta succedendo?
Dopo la fase acuta che ha mobilitato migliaia di persone, la situazione è andata migliorando ma nei cittadini è rimasta una forte preoccupazione per quel che sarà il futuro. In più si è manifestata una certa irrequietezza anche nella politica locale, con il movimento Uniti per la Valtaro, che ha alcuni suoi iscritti all’interno del comitato ed è legato al gruppo di minoranza consiliare, che ha avanzato delle critiche di carattere politico al nostro operato. Critiche respinte al mittente poiché ritenute ingiustificate e incompatibili con gli scopi del comitato, e valutate come un’intromissione nelle attività di un soggetto autonomo e apartitico. Noi stiamo lavorando al massimo delle nostre possibilità affinché il problema venga risolto senza ulteriori disagi per i cittadini, e lasciamo a chi siede in consiglio comunale, o milita in un partito, il compito di confrontarsi sulle responsabilità politiche di certe scelte.
Poi ci sono cittadini che hanno ritenuto di avviare azioni fuori dall’orbita del Comitato per tenere alta l’attenzione o percorrere strade alternative: seppur con il rammarico di vedere delle preziose energie frammentarsi , a queste persone va la nostra stima e la disponibilità a collaborare con l’obiettivo unico di salvaguardare l’ambiente e la salute della nostra Valle.

Mauro Delgrosso

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