Conferenza dei Servizi, la nostra opinione

 In Comunicazioni di servizio, Novità

1) La terza fase di produzione (incremento da 460 a 690 ton/giorno) è stata cancellata, mentre la seconda è stata sospesa, a dimostrazione che il problema riscontrato dalla popolazione nella prima fase era solo un antipasto di quanto sarebbe potuto succedere in futuro.

2) Verrà avviato un monitoraggio, per verificare l’efficacia dei filtri a carboni attivi. Tale monitoraggio, almeno nelle nostre convinzioni, per le quali ci batteremo al Tavolo Tecnico, dovrà protrarsi per molti mesi; in modo da avere un quadro di controlli sufficientemente ampio per trarre delle conclusioni valide sul piano scientifico. Dovrà prevedere sistematici e periodici controlli dell’ARPAE al camino e, parimenti, sul territorio; presso gli stessi recettori discreti individuati nella modellazione.
Nel monitoraggio dovranno essere compresi studi di lungo periodo, come l’indagine epidemiologica, a cura dell’ASL; nonché dovranno essere avviati studi sulla vegetazione (bioaccumulo e biomagnificazione).
Non di meno, aderendo a quanto previsto negli allegati 3 e 4 delle Linee Guida della Regione Lombardia dgr 3018 del 15 febbraio 2012, il Sindaco dovrà promuovere la più ampia partecipazione della popolazione, affinché, coinvolta e informata, possa essere edotta su tutte le misure intraprese, e messa nelle condizioni di poter facilmente e tempestivamente segnalare eventuali situazioni di disagio e malessere.

3) Il trattamento dei rifiuti ceramici e degli scarti delle lavorazioni merita un approfondimento che, dalla Conferenza dei Servizi, non è venuto. In questi mesi l’attenzione è stata posta principalmente ( così come la stessa modellazione) sul solo camino E13; mentre poco o nulla è stato detto sul trattamento dei rifiuti/scarti e le possibili conseguenze che possono derivare da queste lavorazioni.
Il Comitato Aria del Borgo chiede che sull’argomento vengano fugati tutti i dubbi e che della questione si occupi il prossimo Tavolo Tecnico. Temiamo infatti la possibilità che i rifiuti ceramici trattati, nonché gli scarti di lavorazione, contengano sostanze non bene definite e non bene controllate. Da questo punto di vista chiediamo spiegazioni e piene garanzie.

4) Nonostante reiterate domande, non siamo ancora riusciti a comprendere se i filtri a carboni attivi siano in grado di filtrare tutte le specie chimiche, compreso quelle a bassissimo peso molecolare ( < 50 g/mol). Questo aspetto, non certo secondario, dovrà costituire elemento di particolare attenzione, nel corso dei monitoraggi.

5) La modellazione, dichiaratamente negli scopi dell’indagine avviata da Laminam, non ha preso in considerazione gli inquinanti secondari prodotti per fenomeni di tipo fotochimico, in reazione coi COV e ossidi di Azoto.
Trattandosi di particolari non irrilevanti per la salute della popolazione e del patrimonio vegetale, riteniamo che debbano essere attentamente valutati, mantenendo un costante monitoraggio dell’aria, mediante lo stazionamento dell’unità mobile di ARPAE.

6) Al fine di svolgere con la dovuta diligenza il monitoraggio di cui sopra, è necessario dotare il territorio di quelle apparecchiature di cui è attualmente completamente sprovvisto ( per la parte pubblica). Ci riferiamo a stazioni meteo, dotate di piranometro per la radiaizone solare, a sensori per il monitoraggio dei gas ( benzene, toluene ecc.).
Chiediamo inoltre che l’azienda, secondo gli ultimi orientamenti della Giunta Regionale, si doti di “naso elettronico” e/o di cappa statica, per il prelievo di campioni di aria, da analizzare poi per via gascromatografica; nonché per via olfattometrica, mediante indagine campionaria, somministrata ad un panel di cittadini volontari.

7) Infine, non è da trascurare il fatto che il peggioramento della qualità dell’aria, finora improntata all’eccellenza, potrebbe arrecare danni a tutte quelle attività economiche legate alla salubrità e bellezza del paesaggio. Pensiamo, in modo particolare, agli agriturismi, ai B&B e strutture alberghiere, al mercato immobiliare, alla produzione agricola biologica.
Tutti aspetti per i quali deve essere avviata apposita indagine statistica, al fine di valutare eventuali perdite economiche, rispetto al trend degli ultimi anni.

Chiediamo, dunque, interventi organici strutturali, sistematici, al fine di comprendere, a tutto tondo, gli effetti dell’impatto sul territorio degli effluenti della Laminam.

Qui il link all’aggiornamento AIA per modifica non sostanziale 

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