Disagio lessicale

 In Editoriale, Novità

Grazie ad una interrogazione del gruppo di minoranza “Cambiamo Borgotaro”, che in parte ha ripreso alcune richieste che il comitato ha presentato ad Arpae, venerdì scorso si è tornato a discutere del problema emissioni in Consiglio Comunale.

Dopo una breve ricognizione sul percorso della Conferenza dei servizi, il Sindaco ha informato i presenti che ARPAE ha ricevuto una ventina di segnalazioni nell’ultima settimana. A queste si sono aggiunte le 40 che il consigliere Salvatore Vignali, in qualità di medico di base, ha affermato di aver raccolto nelle ultime due settimane, e trasmesso all’Azienda Sanitaria il giorno stesso della seduta consiliare.
Non abbiamo potuto conoscere il numero complessivo delle segnalazioni ai medici di base, poiché in quella sede il sindaco ha affermato di non avere ricevuto, da parte di AUSL, comunicazioni a riguardo!

Nonostante i dati comunicati fossero parziali, di fronte a quei numeri, che hanno confermato quanto anticipato la settimana scorsa, la discussione si è sposta sulla gestione del problema, e la minoranza ha chiesto se non ci fossero gli estremi per una sospensione dell’attività, anche alla luce di quanto dichiarato dal sindaco in diverse sedi, in particolare di fronte ai rappresentanti dei genitori dell’Istituto comprensivo P.V. Manara e ai microfoni di RTA: “Se le condizioni di disagio prodotto dalle emissioni dell’azienda non verranno superate – aveva affermato il sindaco – si procederà alla sospensione dell’attività.”
Sul punto è intervenuta l’Assessore alla Sanità, Giuseppina Gatti, che – anche in qualità di avvocato – ha affermato che il sindaco non può sospendere la produzione senza un parare degli enti competenti, in particolare di AUSL, che dichiari un pericolo imminente per la salute pubblica.

Non mettiamo in dubbio le affermazioni dell’avvocato Gatti, ma se il Direttore sanitario del nostro distretto, dottor Gianluca Pirondi, a giugno dichiarava ai microfoni di RTA che “il percorso di rilevazione di quella che era la situazione sanitaria ha portato all’evidenza che c’era un problema di salute da una parte e un problema di forte disturbo odorigeno dall’altra”; e se le segnalazioni  delle ultime settimane testimoniamo una situazione analoga a quella rilevata da AUSL nei primi mesi dell’anno;  vuol dire che il potere d’azione degli enti si poggia sulla differenza tra i termini “problema” e “pericolo”?

Se la questione ambientale e sanitaria si sposta, dunque, sul terreno della semantica, ci chiediamo: “cosa deve succedere affinché un problema sanitario conclamato diventi un pericolo imminente?

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