FONDI PUBBLICI: COMMENTO TECNICO

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Premessa

Rispetto all’estratto della comunicazione dell’Assessore Regionale Paola Gazzolo, risulta che circa 100.000 € siano stati destinati a consulenze sanitarie (ISS) e ambientali (CNR), mentre 399,500 € di fondi sono stati destinati all’acquisto di strumentazione e per il revamping di mezzo mobile (richiamato in punto 2).

Suddivisione costi

Relativamente ai 399,500 € di fondi pubblici, detratto il revamping del mezzo (punto 2), i rimanenti costi possono essere suddivisi in 3 punti:

1) acquisto di strumentazione per misure odorigene (riferimenti punti A.1, A.2, A.3, A.4, 1);
2) acquisto di (tre) analizzatori per determinare gli inquinanti “inorganici” (punto A.6). Per semplicità in questo punto aggiungo anche i due manometri atti alla misura di flussi gassosi (punto A.7);
3) acquisto di (tre) linee per la determinazione di microinquinanti organici e metalli.

Commenti tecnici sulle note di spesa

Rispettivamente per riferimento ai punti:

Commento 1.

Rimane indubbio che la molestia olfattiva in Borgotaro rappresenti una criticità, ovvero provochi “inquinamento” secondo quanto indicato all’ART. 268 del D.Lgs 152/2006.  Altrettanto non reputo che tale criticità sia la dominante tra quelle accusate dalla cittadinanza locale. In pratica la molestia olfattiva accentua la preoccupazione, perché non qualifica, chimicamente, quali sostanze ne siano cagione.
Accertati gli effetti sanitari sulle persone, quindi, la molestia olfattiva viene, per così dire, in second’ordine.  Ne consegue che oggi essa non risulta di primaria importanza quantificarla; ovvero la strumentazione non dà utilità a far emergere la ben più grave “contingenza chimica” accusata in Borgotaro;

Commento 2.

Nemmeno le misure derivanti dagli analizzatori indicati (tra l’altro, in numero di tre: perché?) non fanno emergere gli inquinanti organici  “emergenti”, ossia le  sostanze chimiche, tossiche e/o cancerogene,  generate dal noto processo di decorazione delle Grandi Lastre.  Con tali sostanze rimando alle aldeidi, tra le quali la perniciosissima formaldeide, piuttosto che i furani e gli IPA. Non bastasse, tali analizzatori non ponderano nemmeno l’acido cloridrico (c.d. HCl), precursore di formazione di diossine. Si evince, insomma, che tali analizzatori nulla aggiungono alla qualificazione e quantificazione della molestia emissiva, ossia alla criticità organico-sanitaria, accusata in Borgotaro;

Commento 3.

L’acquisto è utile per la misura degli inquinanti “emergenti” organici, di cui sopra.  Analogamente agli analizzatori, di cui sopra, non mi è chiaro il motivo dell’acquisto di tre linee, anziché una.   Vale anche aggiungere che i soldi messi a disposizione per ISS e CNR dovrebbero essere sufficienti per dare un quadro completo delle sostanze chimiche “emergenti”, come sopra indicate.

Conclusione

Ritengo che il denaro messo a disposizione dalla Regione deve accertare presenza (o assenza) di pericolose sostanze chimiche, “emergenti” con l’attività produttiva “Grandi Lastre”. Si ribadisce che tale attività presenta un impatto ambientale non comparabile, chimicamente, con quello del tradizionale ceramico.
Va altresì sottolineato che la determinazione analitica va eseguita attraverso una “consapevolezza predittiva” delle possibili sostanze chimiche generabili dal processo stesso. In alternativa il rischio rimane l’adozione di autorizzazioni alle emissioni, e rimedi impiantistici rispettivamente non del tutto calzanti o ecologicamente non prestazionali.
[Valga in proposito quanto formalizzato in mia relazione del 26 ottobre 2018, già presentata in Borgotaro (rif. punto di relazione intorno al commento sulla Determinazione dirigenziale n. DET-AMB-2018-4310 del 27 agosto 2018, rilasciata alla Ditta Graniti Fiandre da ARPAE di Reggio Emilia. Tale documento è rinvenibile in rete)].

Ing. Paolo Bertoldi

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