GENTILE DOTTOR RABITTI…

 In Editoriale, Novità

Nei giorni scorsi il dottor Gilberto Rabitti, direttore risorse umane di Laminam Borgotaro, ha inviato una lettera ad un nostro concittadino, Gianmarco Bozzia, dove esplica il punto di vista dell’azienda rispetto al problema emissioni.   Dato che nella missiva il dottor Rabitti esprime considerazioni che non riguardano solo il destinatario, ma tutta quella parte di comunità che nell’ultimo anno e mezzo ha chiesto chiarimenti e rassicurazioni su quello che sta accadendo all’aria di Borgotaro, ci siamo sentiti in dovere di fare alcune puntualizzazioni.

Affermare che non ci si fida di ARPAE e degli altri enti deputati ai controlli, come ha fatto il dottor Rabitti nella lettera, e prima di lui chi scrive per la pagina Facebook Borgotaro Laminam, è inesatto, per non dire capzioso.  Questi Enti si muovono in base alle leggi che disciplinano la materia; in modo particolare il d.lgs. 152/06 e il d.lgs. 155/2010. Quello su cui avanziamo riserve è il modo col quale questi controlli sono avvenuti, la loro rappresentatività statistica, materiali e metodi utilizzati. In un caso specifico, quello del controllo dell’acroleina e altri aldeidi, a nostro avviso si tratta proprio di un evidente errore interpretativo, circa l’adeguatezza del campionatore passivo “Radiello”, con cartucce che fanno riferimento al capitolato EPA TO 11A. Quando l’EPA, emendando se stessa, ha precisato che tale metodo è inidoneo per rilevare l’acroleina; per la quale serve il protocollo EPA TO 15. Del resto, se va a verificare il decreto della Giunta Regionale della Lombardia sulle emissioni odorigene, viene fatto esplicito riferimento al TO 15, per quanto concerne il rilevamento delle aldeidi.

Il dottor Rabitti insiste molto sui 70 controlli eseguiti da ARPAE presso l’azienda, ma chiediamoci: settanta controlli sono tanti o sono pochi? Possono essere una esagerazione, come apparirebbe a prima vista, oppure un numero del tutto insufficiente.  La risposta corretta è: “dipende”.
Guardando il catalogo dei  prodotti Laminam, si possono contare più linee offerte al mercato, con diverse varianti; a cui corrispondono altrettanti sistemi di inchiostratura e finitura superficiale. Fatto a cui corrisponde un diverso carico di sostanze presenti negli inchiostri che, in fase di essiccazione, oltre una certa temperatura, potrebbero rilasciare acroleina e altre specie chimiche analoghe del gruppo delle aldeidi. Ora, perché si possa definire se 70 controlli sono pochi o tanti, serve valutarne la rappresentatività, in base al mix di produzione e quantità.
Noi siamo convinti che serva un monitoraggio in continuo, al fine di garantire che tutte le n lavorazioni dei prodotti a catalogo abbiano la medesima probabilità statistica di essere campionati. Servono dunque strumenti di processo, come le carte di controllo ed una attenta analisi multivariata per rispettare il criterio della rappresentatività

Rabitti afferma che una parte del paese è sembrata “fin da subito ostile al nostro insediamento produttivo – per ragioni che secondo alcuni esulano dalle presunte emissioni odorose”.  Eppure Laminam si è insediata a Borgotaro a metà del 2016, ma solo da gennaio 2017, con l’insorgere dei problemi odorigeni e sanitari, una considerevole fetta di popolazione ha iniziato a chiedere spiegazioni di quello che stava accadendo. Definire, dunque, una comunità ostile all’insediamento, perché secondo alcuni (alcuni chi?) ci sono altre ragioni che esulano dal problema (quali sarebbero questi altri motivi?) è una lettura assai distorta e faziosa dei fatti. Quando si riportano affermazioni di tale portata vanno fatti nomi e cognomi e si devono argomentare, altrimenti si scivola sul terreno della diceria.

Il paragone che il dottor Rabitti fa tra l’acroleina e altri prodotti e sostanze cancerogene non regge, poiché fumare o mangiare insaccati è una scelta personale, mentre respirare aria non è un’opzione. Apprezziamo comunque il fatto che il dottor Rabitti non abbia smentito la presenza di acroleina nelle emissioni di Laminam.  E’ importante raccogliere elementi che potrebbero risultare utili alla comprensione di quei malesseri lamentati dalla popolazione, che il dottor Mauro Bernardi ha ben illustrato nella sua relazione al convegno L’Aria è Vita.

Definirsi, come fa Rabitti, “capro espiatorio di una storia di inquinamento vecchia di anni” è quanto meno bizzarro, se è vero che l’azienda che rappresenta è sottoposta a procedura di sospensione da oltre un anno, con un’importante revisione dell’autorizzazione, un’indagine della magistratura ancora in corso, a seguito degli sforamenti dei limiti di legge, una conferenza dei servizi  aperta e la seconda fase di ampliamento in stand by e in procinto di essere sottoposta a Via.

Ancora, il dottor Rabitti esorta al confronto e al rispetto degli enti, ma dimentica che per oltre un anno, l’unico attore che si è sottratto al confronto è stata proprio l’azienda, che ha disertato il tavolo tecnico, si è rifiutata di incontrarci e ci ha negato informazioni importanti per comprendere affondo il problema, trincerandosi dietro il segreto industriale.  Nonostante tutto, apprezziamo il gesto distensivo nei confronti di un nostro concittadino, anche se lo stesso è stato oggetto di una diffida da parte dell’azienda. Riteniamo, tuttavia, che più che vedere uno stabilimento lucido e ordinato, come appare nelle diverse clip in rete, serve sciogliere i nodi anzidetti.

Confidiamo, dunque, che Laminam valuterà nel merito e collaborerà pienamente con il costituendo Comitato Tecnico scientifico, nella piena trasparenza verso i cittadini, affinché tutte le criticità siano al più presto superate.

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