PANEL? COSI’ NO, GRAZIE!

 In Editoriale

Il Comitato L’Aria del Borgo ha finalmente preso visione, dopo insistenti richieste, del documento congiunto di Arpae e Ausl che spiega l’impostazione della ricerca sulle molestie odorigene mediante panel, e ne è rimasto profondamente deluso.

Ci siamo lasciati a settembre 2017 con l’impegno a definire il panel, sulla scorta delle linee guida della Regione Lombardia. Immaginavamo una discussione condivisa, con la quale venissero valutate le nostre osservazioni. Nulla di tutto questo è accaduto: AUSL ed ARPAE, unilateralmente, hanno definito e deciso come deve essere strutturata la ricerca.

Al nostro Comitato è stato messo sul piatto un documento che, dati i presupposti, è da ritenersi attuativo; tanto più’ che l’AUSL, già da 15 giorni, sta selezionando i candidati a fare parte di questo panel. Al di là delle ragioni di metodo e dello sgarbo evidente, verso chi, come noi, siede al Tavolo Tecnico, esistono anche notevoli riserve da parte nostra, circa i contenuti della ricerca. In particolare, la ricerca taglia fuori le segnalazioni dei cittadini. Il panel può affiancare e lavorare in “parallelo”, ma non sostituire le legittime segnalazioni dei cittadini. Il panel, secondo le linee guida, ammette e incoraggia le candidature volontarie. Qui le selezioni le fanno ARPAE e AUSL, con una griglia di criteri decisamente arbitrari.

Non viene spesa una parola circa l’ipotesi di partenza per cui viene fatto questo lavoro di ricerca e quali saranno, una volta terminata e valutate le risultanze, le relative decisioni operative. Ogni ricerca ha uno scopo. Noi non vediamo questo scopo: semplicemente perché ARPAE ed AUSL non ne parlano.

Nel documento non vengono elencate le sostanze, tossiche o meno, a cui verranno sottoposti i segnalatori, contravvenendo ai principi di trasparenza e condivisione che sono alla base delle linee guida della Regione Lombardia.

Siamo in totale disaccordo circa il “taglio”, per quanto concerne ’interpretazione del fenomeno odorigeno che, per ARPAE ed AUSL è prevalentemente un fatto soggettivo ed ha a che vedere con la “memoria” della persona. Dunque viene valutato solo l’aspetto psico-fisico del soggetto segnalante, quando la molestia odorigena ha cause sia oggettive, legate a ciascuna specie chimica osmogena, sia ad aspetti inerenti alla dispersione in atmosfera.  Non siamo d’accordo sull’approccio scientifico, per quanto concerne la “scala” di rilevazione della concentrazione di odore. Per noi la scala oraria non va bene. Va invece utilizzata una scala di cinque secondi (tanto quanto dura un respiro) replicata per 720 periodi. La differenza dei risultati non è da poco. In quando la concentrazione di odore, con questo metodo, può risultare anche di due ordini di grandezza superiore.

Per questi ed altri motivi, che dettaglieremo in una relazione che invieremo agli enti, riteniamo che il panel, così come proposto, sia inaccettabile, e che, anche qualora gli enti riterranno di dare seguito alle nostre osservazioni, risulterà comunque un lavoro incompleto e poco significativo, se non verrà affiancato da una indagine epidemiologica che spieghi cosa succede alla salute di chi respira certe sostanze, e da un monitoraggio in continuo che metta in relazione emissioni, tipologia di prodotto e quantità giornalmente prodotta .

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