PROBLEMA SUL TAVOLO

 In Editoriale

Come avrete letto dal comunicato stampa diffuso da Arpae, mercoledì si è tenuto il tavolo tecnico sul caso Laminam, a cui ha preso parte anche il Comitato.

Partiamo col dire che se non ci fosse un problema, non si sarebbe convocato un tavolo tecnico a sei mesi dall’installazione dei filtri a carboni attivi, che era stati proposti come risolutivi.
Se non fossimo di fronte ad un problema di estrema gravità, non ci saremmo trovati, con un certo stupore, di fronte all’Assessore regionale all’Ambiente e ad uno stuolo di dirigenti regionali e provinciali di Arpae e Ausl, accompagnati dai loro più stretti collaboratori. Se non ci fosse un problema sanitario, Ausl non metterebbe in campo un percorso gratuito e dedicato per assicurare approfondimenti diagnostici a favore dei cittadini con reazioni di tipo irritativo.

Per quel che ci riguarda, basterebbero già queste banali constatazioni per avvallare la richiesta di stralcio della Fase II e sospensione della Fase I. Ma dato che ci è stato risposto che non ci sono ancora gli elementi sufficienti per prendere provvedimenti, abbiamo accettato di ascoltare le proposte di lavoro che gli enti hanno in programma per i prossimi mesi.

In particolare, alla proposta di Ausl abbiamo replicato chiedendo di inserire, nel pool di esperti, che dovranno valutare i singoli casi e il quadro generale, un paio di figure indipendenti: un medico di ISDE, associazione impegnata da anni sul tema salute e ambiente, e il dottor Mauro Bernardi, che si è reso disponibile a seguire la questione sanitaria per conto del Comitato. Inoltre, abbiamo sottolineato l’importanza della figura del pediatra di Comunità nel protocollo di monitoraggio dei malesseri a scuola, come sostenuto dai rappresentanti dei genitori nel Consiglio d’Istituto del 19 marzo c.m. e ne abbiamo chiesto il ripristino.

Sulla proposta di Arpae di un monitoraggio in continuo sui camini della Laminam, siamo d’accordo in quanto era tra le richieste inserite nel documento inviato agli enti a inizio marzo. Purtroppo, non avendo ricevuto le informazioni a riguardo in anticipo, non siamo stati in grado di valutare la proposta in sede di tavolo tecnico. Per questo, ci riserviamo di inviare, a breve, un documento di valutazione di quanto proposto da Arpae.

Naturalmente, il nostro auspicio è che non servano altri dodici mesi per arrivare ad una comprensione risolutiva del problema.
Noi ci impegneremo in tutte le sedi affinché questo avvenga nel più breve tempo possibile, perché riteniamo che la pazienza dei cittadini sia stata abbondantemente abusata.

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