RIGETTIAMO LE CONCLUSIONI DEL CTS

 In Editoriale, Novità

Le conclusioni della Relazione del Comitato Tecnico Scientifico, promosso dalla Regione Emilia Romagna per indagare la qualità dell’aria di Borgotaro, indicano che: “Nessuna sostanza [chimica], incluse quelle a cui sono associati potenziali effetti irritativi, raggiunge in aria ambiente la soglia di effetto sulla salute”.

Tale affermazione implica, matematicamente, che il valore numerico di concentrazione di qualsivoglia sostanza chimica, a suo tempo rinvenuta dal CNR, è risultato costantemente inferiore a quello di una predefinita specifica soglia “di salute”.

Tale soglia è stata arbitrariamente fissata utilizzando il DNEL (Derived no effect level), indicatore che dovrebbe esprimere “la soglia al di sotto della quale non si osservano effetti avversi sulla salute”, ed è stata presentata come “un approccio molto cautelativo derivato dalla tossicologia, non limitandosi a verificare il rispetto dei limiti normativi”.

In realtà, tale procedura SI DISCOSTA da altre universalmente riconosciute, perché fissa soglie “di salute” PIÙ ELEVATE rispetto, ad esempio, a quelle in uso negli Stati Uniti , piuttosto che in alcune Regioni d’Italia.

A tal proposito, si possono considerare, ad esempio, le soglie di salute del “Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario nell’area ILVA di Taranto“, dove si prendono a riferimento i limiti fissati dall’ente americano EPA (Environmental Protection Agency).

Nel caso, ad esempio, dell’Acido Cloridrico, HCI, sostanza non cancerogena ma irritante, che può combinarsi con carbonio organico e idrogeno e dare origine alle pericolosissime diossine, lo studio sull’aria di Taranto ne fissa la soglia “di salute” in aria ambiente a 20 µg /m3 (prima immagine sotto: 2mg/100), mentre nella Relazione del CTS è stata fissata a 8.000, ben 400 volte il limite EPA (seconda immagine sotto)!!! Cosa davvero incredibile è che lo stesso limite, 8 mg = 8.000 µg, è stato fissato sia a camino che in aria ambiente, e corrisponde al limite a camino autorizzato per il Termovalorizzatore di Parma!
https://www.arpae.it/cms3/documenti/parma/inceneritore_/SchedaAutorizzPAIPR.pdf.)

Per semplificare, il CTS ha fissato un limite per il quale sarebbe accettabile trovare nell’aria che respiriamo le stesse concentrazioni di HCI rilevabili al camino del Termovalorizzatore di Parma!!!

 

Avendo fissato limiti estremamente alti, ne consegue che la sostanza rilevata e valutata dal CTS risulta sotto i limiti DNEL, ma abbondantemente fuori dai limiti EPA!

Sempre prendendo come esempio l’Acido Cloridrico, i risultati dei campionamenti aria ambiente a Borgotaro rilevano numeri di concentrazione di HCl variabili tra 100 e 400 µg /m3 (Allegato 7 CTS, tabella pagina 6):

dalle 80 alle 20 volte sotto il DNEL ma DALLE 5 ALLE 20 VOLTE SOPRA I LIMITI EPA!

Per avere un termine di paragone reale, basti considerare una qualsiasi altra campagna di monitoraggio dell’aria in zone posto sotto attenzione da parte degli enti di controllo. Per esempio, in uno studio sulla qualità dell’aria intorno al Termovalorizzatore di Bologna (pagina 22 qui sotto – documento in allegato), il valore massimo rilevato di Acido Cloridrico è 7 µg/m3:

57 VOLTE INFERIORE AL VALORE MASSIMO RILEVATO NELL’ARIA DELLE SPIAGGE
E OLTRE 28 VOLTE INFERIORE AL VALORE RILEVATO PRESSO LE SCUOLE DI SAN ROCCO IL 6/12/2018!

Poiché tutte le sostanze rilevate sono state valutate dal CTS sulla base di limiti (DNEL) estremamente alti, che non coincidono con le indicazioni internazionali sugli standard di qualità dell’aria, rigettiamo le conclusioni del Comitato Tecnico Scientifico e chiediamo una rivalutazione interpretativa dei valori rilevati.

 

*Le valutazioni sopra riportate sono un tentativo di spiegare ai non addetti ai lavori quanto è stato elaborato dal nostro consulente, ing. Paolo Bertoldi. Tale documentazione è già stata trasmessa al Comitato Tecnico Scientifico, e nei prossimi giorni verrà inviata anche alle Autorità interessate.

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