SITUAZIONE INACCETTABILE

 In Editoriale, Novità

Nel tardo pomeriggio di ieri i tetti delle case di Borgotaro sono stati sovrastati da una nube bluastra che risaliva dalla zona industriale fin su in paese, portando con sé un odore acre che ha reso l’aria irrespirabile, tanto che molti cittadini hanno iniziato a postare sui social testimonianze, anche fotografiche, di quello che stava accadendo. Come riferito da diversi borgotaresi, i disagi maggiori sono stati avvertiti nelle zone limitrofe all’azienda Laminam fin su in paese, in particolare lungo l’asse fluviale.

A causa dell’irrespirabilità dell’aria, molti cittadini hanno abbandonando le loro attività all’esterno e si sono rifugiati in casa, ma l’odore era talmente intenso che li ha raggiunti anche all’interno delle abitazioni. Una situazione di estremo disagio che va avanti ormai da oltre un anno, e che evidentemente si scontra con le rassicurazioni degli enti, che continuano a ripetere che l’aria di Borgotaro è buona e non ci sono problemi per la salute dei cittadini. Affermazioni che cozzano con la realtà e che non hanno più nemmeno un riscontro oggettivo, dato che gli ultimi dati sulla qualità dell’aria, rilevati dalla centralina mobile, risalgono a dicembre 2017.
Purtroppo, da inizio anno tale centralina mobile, anche se non adeguata a rilevare tutti le sostanze che si presumono uscire dai camini, come l’acroleina, è stata inspiegabilmente rimossa dal piazzale antistante le scuole di San Rocco, lasciandoci sguarniti dell’unico presidio di monitoraggio ufficiale. Una decisione che dovrà essere motivata in sede di tavolo tecnico, ma soprattutto di fronte ai genitori dei bambini che frequentano la scuola, che vogliono sapere quali sostanze respirano i loro figli nei locali scolastici.

A oltre un anno dall’inizio del problema, riteniamo che le risposte fornite dagli enti siano ancora troppo vaghe per poter rassicurare i cittadini, che ormai sono allo stremo della sopportazione, e per questo riteniamo indispensabile che gli enti si facciano carico di stralciare subito il raddoppio della produzione (FASE II), che alle condizioni attuali è impossibile anche solo da ipotizzare, e di dare seguito alle nostre proposte di utilizzare metodi di rilevamento delle sostanze chimiche più avanzati rispetto ai protocolli Arpae, e avviare immediatamente una valutazione sanitaria di quello che sta accadendo, con l’ausilio imprescindibile dei medici di famiglia e pediatri di libera scelta.

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