SU TAVOLO E PANEL

 In Editoriale

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare della nostra rinuncia (in realtà, abbiamo chiesto di posticiparla, ma hanno provato a venderla come un rifiuto) a partecipare al tavolo tecnico, e delle prime reazioni negative al protocollo di monitoraggio proposto dagli enti. Purtroppo, ho constatato che questi due argomenti, presi in modo semplicistico e strumentale, sono diventati cavallo di battaglia di chi non vede di buon occhio il movimento di cittadini nato intorno al problema, e cerca di usarli per minare la buona fede di chi, come il sottoscritto, si spende sul problema.

Per questo, mi sento in dovere di tornare su alcune questioni di merito, partendo da quanto dichiarato dagli enti al termine del tavolo tecnico di giovedì.

Partiamo dal presupposto che il tavolo tecnico è uno strumento usato per coinvolgere i portatori d’interesse (associazioni, comitati, ecc.) in un percorso, quello della Conferenza dei  Servizi, a cui possono accedere solo gli enti. Quindi, la prima domanda che mi sono posto è: dato che abbiamo chiesto di posticipare l’incontro, per i motivi che molti di voi già conoscono (chi non li conosce  li può leggere qui), perché convocare un tavolo dove gli enti hanno riferito di quanto loro stessi stanno facendo all’interno della Conferenza dei Servizi?

E ancora, se il Sindaco ha dichiarato alla Gazzetta di Parma, venerdì 23 febbraio, che se fossimo andati al tavolo avrebbero risposto a molte questioni ancora inevase, perché tali risposte non ce le hanno anticipate? Se non hanno fatto in tempo, perché non recuperano e ce le mandano per iscritto?
D’altronde, una risposta come quella sulle sostanze sprigionate in fase di combustione, è imprescindibile se si vuole costituire un panel. Sapere se, al panel per quantificare gli odori, verrà accompagnata una indagine epidemiologica per capire cosa sta succedendo ai tanti cittadini che lamentano malesseri, è fondamentale. Sapere se i finanziamenti pubblici e privati, chiesti per dotarsi di strumenti all’avanguardia per il monitoraggio degli inquinanti, sono stati stanziati e per quali attrezzature, è molto rilevante.

Continuo, dunque, a sostenere che se c’è volontà di collaborare, serve condividere le informazioni e serve farlo con i tempi e le modalità giuste. Dico questo perché, sempre il Sindaco, nella stessa intervista, dichiara che ha dato notizia del panel nell’ultimo Consiglio comunale.  Io mi sono ascoltato l’ultimo consiglio comunale del 31.01.18 e ho trovato, solo verso la fine, un riferimento al panel, che potete ascoltare qui.

In sintesi, il sindaco ha affermato che il protocollo era in fase di definizione e, appena pronto, gli enti avrebbero avanzato la proposta e lo stesso sindaco ne avrebbe dato comunicazione ai consiglieri comunali. Ora, dato che il panel è partito qualche giorno più tardi, senza che fosse stata anticipata alcuna proposta, lasciando tutti molto sorpresi, o sindaco ed enti non hanno comunicato, o l’hanno fatto male, oppure si è data poca importanza all’iniziativa. Perché nel protocollo c’è scritto chiaro e tondo che “L’indagine è preceduta da un momento di diffusione mirata dell’informazione, finalizzato a garantire la gestione ottimale, attraverso: la pubblicizzazione di un atto assunto dal consiglio comunale”.

Dalla Treccani: pubblicizzazione /pub:litʃidz:a’tsjone/ s. f. [der. di pubblicizzare]. – 1. (massm.) [il pubblicizzare, l’essere pubblicizzato] ≈ promozione, reclamizzazione. ‖ propaganda. 2.(amministr.non com.) [passaggio di un’azienda, di un bene o servizio dalla proprietà privata alla gestione dello stato o di un ente pubblico] ≈ nazionalizzazione. ↔ privatizzazione.

Ascoltando l’audio, non è stato assunto nessun atto e, comunque, e non è stata fornita alcuna spiegazione della finalità e della modalità del panel, fermo restando che un consiglio comunale, solitamente frequentato da un numero limitato di cittadini, non può ritenersi uno strumento di pubblicizzazione, soprattutto se l’Amministrazione – ma vale anche per gli altri enti coinvolti – non si prende la briga di darne comunicazione a mezzo stampa.

Fatte queste puntualizzazioni, ribadisco che il Comitato ha sempre collaborato, sin dall’inizio, e fino a settembre 2017 quando inspiegabilmente gli enti hanno interrotto il confronto –  e continuerà a farlo, anche nei prossimi giorni, fornendo un corposo documento, dove spiegheremo le nostre critiche, di metodo e di merito, al panel proposto, e rilanceremo la necessità di un approfondimento sanitario e di un avanzato sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni.

Marco Cacchioli
Presidente L’Aria del Borgo

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