SUL TAVOLO DI GARANZIA DELLA REGIONE

 In Comunicazioni di servizio

Al tavolo di confronto convocato dalla Regione abbiamo ribadito la nostra disponibilità a collaborare con tutti i soggetti coinvolti. Lo stiamo facendo già da oltre un anno, con il risultato di aver contributo affinché gli enti preposti prendessero provvedimenti importanti, anche se non risolutivi, come la cancellazione della terza fase di espansione e il congelamento della seconda. Lo faremo a maggior ragione ora che finalmente anche l’azienda e i sindacati hanno deciso di partecipare al confronto, e che altri portatori d’interesse, come gli imprenditori e gli artigiani locali, avanzano la necessità di arrivare ad una tempestiva risoluzione del problema.

Rispetto alla comunicazione ufficiale dell’Assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, ci preme però sottolineare come in sede di confronto il Comitato abbia ribadito alcune richieste, già avanzate nei precedenti incontri, che riteniamo indispensabili per procedere nel percorso delineato dalle Istituzioni.

In primo luogo, è necessario ovviare ai limiti dei protocolli adottati dalla Regione Emilia Romagna per la rilevazione di alcuni importanti inquinanti, come l’acroleina, predisponendo un avanzato sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni, che chiarisca una volta per tutte cosa viene rilasciato in atmosfera. In secondo luogo, riteniamo che il protocollo sanitario, predisposto da Ausl, non sia adeguato né da un punto di vista pratico, avendo messo a disposizione specialisti che non operano tutti i giorni in loco, né da un punto di vista scientifico, se alle visite non seguiranno opportuni esami su matrici biologiche che definiscano le cause dei sintomi acuti.

Inoltre, pur riconoscendo la volontà di tutti di approfondire il problema e definirne le cause, il tavolo di confronto non ha dato alcuna risposta alla necessità, evidenziata da più parti, di adottare provvedimenti precauzionali per porre rimedio ai disagi che tutt’ora i cittadini di Borgotaro subiscono. Come Comitato, abbiamo avanzato l’ipotesi di una sospensione temporanea dell’attività, fino alla completa installazione dei sistemi di monitoraggio in continuo, come previsto dall’art. 28, comma 6 e 7 del T.U. Ambiente, ma abbiamo valutato positivamente anche la proposta di chiedere all’azienda di sottoporsi volontariamente a una Valutazione di Impatto Ambientale, come esortato, tra gli altri, dal consigliere regionale del Pd Alessandro Cardinali. Purtroppo, entrambe le proposte sono cadute nel vuoto, mettendoci nella difficile condizione di non poter restituire ai cittadini la garanzia di una tempestiva azione di tamponamento del problema.

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